lunedì, novembre 14, 2011

BUCHAGO RITORNA!

La seconda notizia più importante dell'anno: Buchago sta tornando.
Eccovi un antipasto della sua grande poesia.

Infiltrato

  • - ottimizzare la rete

  • - materiale punti vendita

  • - monitoraggio adesioni

    scrivo finti appunti

    in questa riunione potrebbero accorgersi che sono ancora vivo

    come in quei film

    coi baccelloni replicanti venuti dallo spazio


    Rodrigo Buchago - Metropo-lìtania 2011

mercoledì, novembre 09, 2011

Rodrigo santo subito!

"I poeti e gli artisti veri, sono santi senza la vocazione" R. Buchago

Inviato da iPad

lunedì, ottobre 31, 2011

Fratello dove sei?

Non ci posso credere, il grande Bulacky ha un fratello!

http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/2489

domenica, ottobre 23, 2011

MotoGP Sepang 2011 e risveglio.

La vita è quella fragile perla di tela di ragno che teniamo, dimenticandolo spesso, tra le nostre mani.
R. Buchago 2011

venerdì, ottobre 14, 2011

Come far finire l'era Berlusconi


Ne parlavo oggi con un amico che giustamente suggeriva il modo migliore per far finire questa agonia da fine dell'Impero Romano d'Occidente.
La ricetta è semplice bastano 5 voti. A questo punto utilizzando il metodo Verdini basta offrire di più a questi simpatici esponenti della nuova democrazia: la Repubblica del Renting o del Leasing. La sensazione è che un uomo ricco e dotato di consulenti capaci abbia scoperto il modo di governare in nome del denaro: dicono che anche il suo fiero alleato a mezzo servizio (invalidato dal sesso con una ex donna dello spettacolo) sia rimasto così fedele in virtù di una scrittura privata che concedeva denaro in cambio di Fiducia (parlamentare). La regola è facile, comprare i voti marginali e cioè quelli che servono: ogni uomo, soprattutto un politico (che ne rappresenta la versione media per eccellenza), ha un suo prezzo.
E questo modello chissà quanto ci sta costando nell'ultimo periodo, dato che l'uomo può contare oltre al patrimonio personale anche a tutte le leve di potere economico e sociale di cui un premier può disporre e le persone, avendo capito il metodo stanno iniziando a strizzare il povero cavaliere con pretese sempre più alte.
Quanto ci vuole per comprare questi 5 eroi democratici? A mio avviso con 20 milioni (un 4 milioni a testa di cazzo) ce la dovremmo cavare. Uno Scilipoti, forse, viene via con meno.
Non è poi tanto per levarci dalle palle questo governo di persone dedite a festini porno, pieni di droga e a scambi di favori.
Certo poi chi viene dopo potrebbe fare lo stesso, ma questa è un'altra storia.
Facciamo partire la colletta?
Non c'è qualche cavaliere bianco disposto a farlo per noi?

sabato, ottobre 08, 2011

Viva la vita viva.

Viva la vita viva.
quella che non è quel che facciamo,
ma semplicemente come
la facciamo

R. Buchago 2011

giovedì, ottobre 06, 2011

Ei fu

È la prima volta che vedo morire un'idea, un movimento, un logo, un'azienda e un uomo nello stesso tempo. Ciao Steve.

mercoledì, settembre 21, 2011

Krisnamurti?

L'esperienza rende il presente una cosa pesante.
Il passato inutile fardello.

R. Buchago 2011.

lunedì, settembre 19, 2011

Buchago is almost back.

"Il pensiero del sesso è il salvaschermo nella mente dell'uomo"
R. Buchago 2011

sabato, settembre 17, 2011

Las Pezia reloaded. Resoconto del visitatore.

On the road of Las Pezia
Il viaggio inizia in un’assolata domenica di metà Agosto e mi conduce verso la ridente località di Piana Battolla a metà strada tra mari e monti. Inizio subito a notare la duplice natura del territorio: da un lato così generoso di panorami e bellezze naturali ma dall’altro rapace visto il numero di autovelox presenti in tutta la Provincia (per non parlare poi dell’autovelox capolavoro incontrato non mi ricordo più bene dove, una specie di mini-tutor cittadino che mi è sembrato un’idea assolutamente “geniale”). Del resto si tratta di un territorio certamente non facile da gestire con questi chiari di luna e quindi si capisce anche la presenza dei suddetti predatori…In ogni caso il B&B Il Parco è un posto piacevole a gestione familiare ed alla sera c’era sempre una piacevole frescura che in questi giornate di caldo anomalo era particolarmente apprezzabile. La prima sera ho cenato presso il ristorante al Castello nel paese di Calice al Cornoviglio: luogo che ho pensato bene di profanare entrando con la macchina direttamente nel castello ed ignorando il segnale. Il ristoratore non aveva niente in contrario ma la manovra in retromarcia per uscire è stata veramente “divertente”. Comunque al Castello si mangia bene e le sale sono decisamente belle. Ritornando verso il B&B ho notato un’altra caratteristica del territorio: la carenza dell’illuminazione pubblica che mi accompagnato in diverse casi durante le mie peregrinazioni.
Il giorno dopo era il 15 di Agosto e per evitare folle oceaniche mi sono buttato sui monti raggiungendo Varese Ligure. Paese molto caratteristico e ben tenuto (una valida tappa al ristorante I Fieschi per pranzo per corroborare il corpo oltre che lo spirito) con tanto di ponte gobbo (che mi ha ricordato in piccolo e con una punta di nostalgia quello di Bobbio in val Trebbia). Ho completato la gita con l’ascesa al passo delle Cento Croci che divide Las Pezia da Parma: ai mille metri del passo si stava proprio bene (e guardando il monumento ai caduti molti pensieri sono stati rivolti agli scontri che saranno stati numerosi e cruenti durante la Resistenza). Alla sera rientrando al B&B grande festa: vengo invitato a cena in famiglia e tra cacciagione ed altro diciamo che ogni obiettivo di non appesantirmi troppo va subito a farsi benedire. Il tutto finisce con dei fuochi d’artificio niente male: la festa dell’Asado si vede che porta buoni incassi.
Il 16 Agosto mi ha permesso di conoscere la parte di levante del Golfo di Las Pezia: al mattino sosta a Bocca di Magra. Località che mi è piaciuta molto nella sua semplicità: certo il pranzo sotto una piacevole veranda (ristorante/hotel Garden mica male decisamente) con davanti il panorama della foce del Magra con sullo sfondo le Apuane (credo) contribuiva alla buona partenza della giornata. Successivamente salita a Montemarcello che fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia (peraltro a Las Pezia ci sono altre località incluse nello stesso club). Decisamente una bella scoperta sia per l’interno sia per la vista che si godeva. Poi discesa verso Lerici: la strada offriva un panorama meraviglioso (essendo le quattro del pomeriggio di una giornata assolata mi potevo permettere di procedere molto lentamente in macchina dato che non c’era nessuno). Arrivando a Lerici si riscontra un “piccolo” problema di parcheggio: le auto non possono entrare in città pena multa con simpatiche telecamere. Esiste un parcheggio a pagamento collegato con comoda navetta verso il centro città: con un attesa di soli 50 minuti riuscivo finalmente a parcheggiare (sono quasi sciolto nell’attesa…) e poi mi recavo a visitare la città. Indubbiamente un bel posto con diverse viste caratteristiche una delle quali dal Castello (in ogni città a Las Pezia c’è un castello non ho citato quello di Varese Ligure ad esempio). La visita al Castello è stato un grande momento: il fatto che mi abbiano fatto pagare 5 euro non è che mi avesse colpito più tanto ma la cosa tristissima è quello che ci ho trovato dentro: un museo paleontologico. Direi se mi permettete un brutto museo: del resto gli spazi interni non erano così ampi da metterci la riproduzione di un tirannosauro in scala naturale e quindi l’allestimento risultava un po’ povero. Modesto consiglio: abbassare il biglietto a 2.5 euro ed eliminare il museo. Secondo me i flussi di cassa non sarebbero danneggiati e l’impressione sarebbe migliore. Cena a Lerici presso il ristorante Bontà Nascoste: ottima insalata di mare tiepida. Il ritorno al B&B mi offriva l’ultimo spunto della giornata ovvero la partecipazione non programmata alla processione di San Rocco. Effettivamente è la prima volta che mi capita di partecipare ad una processione in macchina.
Il 17 Agosto mi ha portato dapprima a conoscere il ristorante Mileo che è diventato il luogo dei miei pranzi successivi fino a domenica 21. Sicuramente si mangia bene ma più che altro la compagnia era estremamente divertente (purtroppo non posso darne conto in forma scritta ma ci sarà occasione per gli amici di sentire qualche storiella allegra). Alla sera gita a Portovenere dove si tiene quel giorno la festa della Madonna Bianca. Su Portovenere ci sarebbe molto da dire in estrema sintesi direi: un gioiello. Speriamo di riuscire a conservarlo nella sua bellezza. Bellissima poi la festa con la sua processione all’interno del paese ed i caratteristici lumini ad illuminare la zona intorno alla chiesa di San Pietro: davvero emozionante. Per raggiungere Portovenere il suggerimento è quello di usare il servizio via nave da Las Spezia (andarci in auto è improponibile e poi al ritorno le navi allargano il giro permettendo di vedere San Pietro con i lumini dal mare: spettacolo nello spettacolo). Certo se non vi piacciono i luoghi affollati state lontani da Portovenere il 17 Agosto che non è cosa (specialmente il carugio centrale…). Ovviamente in una giornata così si può apprezzare “l’intelligenza” di certi individui. Mentre stavo cenando su una postazione un po’ di fortuna ma non scomoda in un locale caratteristico (l’Osteria Bacicio) entra una signora che chiede un posto per due persone che le viene gentilmente rifiutato dato che i pochi tavoli del locale erano tutti prenotati. La signora non la prende bene e fa notare che per ben due volte nei giorni precedenti era passata per capire se c’era posto e nessuno le aveva detto di no. La signora però si era ben guardata dal prenotare: certamente un approccio così semplice non poteva andare bene. Pensate un po’: i tavoli erano stati prenotati tutti in giornata cosa veramente “strana” considerata il fiume di gente presente in loco…
Il 18 Agosto giornata di riposo poi verso sera gita a Sarzana: cittadina storica molto bella e caratteristica dove si svolgeva in quei giorni un’importante fiera dell’antiquariato con centinaia di bancarelle in tutto il paese. Cena presso la Trattoria dal Gian: non male ma niente di più.
Il 19 Agosto il primo assaggio delle Cinque Terre: mi reco a Las Pezia e prendo il treno per Monterosso dove raggiungo un amico. Ceniamo assieme al ristorante il Moretto (niente male) e visito un po’ la città che decisamente non mi dispiace (peraltro il giorno dopo scopro sul giornale che risulta essere una di quelle nella provincia con il mare più inquinato). Rientro in serata a Las Pezia e vado a recuperare la macchina: il parcheggio di interscambio di via XV Giugno non mi dà una grande idea di sicurezza (leggo che ci installeranno presto delle telecamere e credo che sia una buona cosa come prima impressione).
Il 20 Agosto altra giornata di mezzo riposo con uscita serale per assaggiare i famosi panigacci. A questo fine mi reco nella ridente (ecco insomma proprio proprio ridente non direi) città di Podenzana (in provincia di Massa-Carrara) dove esiste un’associazione di cinque ristoranti per preservare il panigaccio DOC con tanto di ricetta precisa e disciplinare. Un amico sosteneva che i ristoranti sono più o meno equivalenti: in quello dove sono stato io direi che i panigacci mi risultano un po’ secchi (gli affettati comunque erano di livello). Che dire poi di Podenzana? Come paese mi ha un po’ sconcertato: si sviluppa in lunghezza sulla provinciale a mo’ di collezione di frazioni, non c’è una piazza neanche dove c’è la chiesa…Insomma il consiglio è andarci solo per i panigacci eventualmente. Ed in ogni caso informarsi bene sulla strada migliore: il navigatore mi ha fatto fare la strada più corta che comprendeva un tratto sterrato di 2 Km molto caratteristico se avete un fuoristrada (certo la Punto apprezza un po’ meno)
Il 21 Agosto saluto gli amici del parco e mi sposto a Levanto per l’ultima parte della vacanza. Il tragitto tra Piana Battolla e Levanto si rivela particolarmente sfidante non tanto per la distanza (circa 30 Km) quanto perché mi affianca una moto che mi dice che ho la posteriore destra quasi a terra. Montare il ruotino sotto il sole alle 15 è stata un’esperienza fantastica (per la cronaca il giorno dopo mi hanno riparato la gomma con modica spesa). Comunque dopo una sosta in un bar per rimettermi in condizioni umane giungevo a Levanto presso il B&B La Collina Verde. Posto molto ben sistemato (praticamente nuovo essendo stato messo in piedi nel 2010) a circa 1Km dal centro città, comodo alla stazione ed immerso nel verde di viti ed ulivi. Altra caratteristica positiva il fatto che a colazione ci venissero offerti diversi prodotti locali che provenivano dall’azienda agricola di famiglia: ad esempio assaggi di diversi marmellate molto particolari. Il primo giorno presso Levanto si conclude con una cena ed una breve visita del paese.
Il 22 Agosto da segnalare la visita a Corniglia con immancabile cena con gli presso Manaman. Corniglia mi è piaciuta molto tranne per il piccolo particolare dei 382 scalini per raggiungerla dalla stazione ferroviaria (siamo arrivati in paese madidi di sudore…). La cena è stata molto valida: il cameriere seppur un po’ burbero si è rivelato simpatico e ci ha illustrato in diverse occasioni la filosofia del locale (“Facciamo un turno unico ed il giorno di riposo: si lavora per vivere e non si vive per lavorare”). Ottimo l’antipasto misto di mare ed anche valido il pescato del giorno (non conoscevo il pesce stella ma direi che è stata una buona scoperta). Per completare la serata avevo l’incarico di svolgere una missione da Zico dove mi sono presentato come uno dei lettori della guida di Frank Mengoni riscuotendo grande successo.
Il 23 Agosto al mattino ho visitato meglio Levanto che mi pare un posto decisamente interessante seppur non così caratteristico come le località delle Cinque Terre. Nel pomeriggio ho percorso la celeberrima via dell’Amore e visitato Manarola. Il fatto che fossero le 16 sotto il solleone non mi ha fatto indulgere più di tanto ma è stata una bella esperienza quella della passeggiata tra Riomaggiore e Manarola anche se credo sarebbe bello eliminare il chiosco a metà percorso dato che come minimo non contribuisce al romanticismo del tutto. Manarola non mi ha fatto una grande impressione (a differenza di alcune bagnanti intraviste in loco). Di sera ultima cena con gli amici in quel di Vernazza presso il Gambero Rosso: effettivamente Vernazza è un posto veramente da cartolina delle Cinque Terre.
Il 24 il ritorno con tutte le emozioni vissute da serbare come piacevole ricordo di dieci belle giornate di ferie a Las Pezia.




venerdì, settembre 16, 2011

Ma adesso?

"E di tutto questo presente non sappiamo mai di che farcene" R. Buchago 2011

giovedì, settembre 08, 2011

Troppe saghe fanno male..

"Devo smetterla con tutte queste masturbazioni mentali o diventerò Cechov"
R. Buchago Aforismi 2011

martedì, settembre 06, 2011

Alcol-ismi

"L'alcool mi fa sempre restare a bocca aperta"
R. Buchago, Aforismi 2011.

giovedì, agosto 11, 2011

Fear and Loathing in Las Pezia.





Consigli di viaggio in terra spezzina per un caro amico da un esule lontano.

Mi raccomando porta sempre con te costume, asciugamano e un plaid perché potrai sempre avere o trovare occasioni per usarli.

Eccoti alcune proposte di itinerario che con l'auto puoi agilmente provare.

Parto da lontano, poi mi avvicino, eh...

- La ValdiVara e Poldark.
Dal mio punto di vista la parte più interessante perché poco conosciuta. Un mare di alberi e di verde in estate, il trionfo delle atmosfere gotiche da sceneggiato inglese di autunno e inverno (qualcuno oltre a me ricorda l'angoscia che generevano le atmosfere seppiose di Poldark? Se si scrivetemi per cortesia..). Sono colline coperte da boschi, mai dolci nella loro ascesa, terra di funghi, castagne e cinghiali. I borghi si nascondono in queste distese e appaiono randomicamente con le loro case in pietra, chiese gialle del '700 (salvo qualche pieve romanica) e qualche sparuta rocca. Se Cristo si è fermato a Eboli è probabile che qualche altra divinità sia rimasta impantanata anche qui assieme al tempo. Lo noterai entrando nell'unico negozio di questi paesini che funge da tabacchi, alimentari, giornali e parafarmacia. L'odore di vecchi odori di prima dei supermercati e le bottiglie di Punt e Mes e Biancosarti ancora in vendita te lo faranno percepire chiaramente.

Se vuoi vedere un curioso borgo rotondo con tanto di castello, carrugio, tanto verde e una piscina se serve allora devi andare a Varese Ligure.
Qui hanno usato davvero bene i fondi europei, inventandosi una specializzazione in cose biologiche e altri merletti.
Sulla strada, venendo da Spezia con la statale, ti consiglio due deviazioni per il pranzo.
Una veloce nel senso che è proprio sulla strada e richiede una minima deviazione poco prima di Borghetto Vara e cioè Memola con la trattoria "il Molino Dei Rossi" (ecco il dettaglio mappa). Qui è d'obbligo assaggiare i loro ravioli al ragù. E se poi vuoi dormire ti puoi sempre sbattare con il tuo plaid nel boschetto di fronte.
L'altra più lunga: sali ai 1.000 metri di altezza dei Casoni, uno scorcio di Alpi a due passi dal mare si potrebbe dire. In questa cornice di malga alpina, proprio in cima c'è una trattoria sgarruppata di cui non ricordo il nome (ma tanto è l'unica) - mi pare sia trattoria dei cacciatori o degli alpini - riferimenti mappa. Qui puoi trovare a prezzi ridicoli, se disponibili, funghi, cinghiale e cacciagione oltre a formaggio e vino prodotti dai propritari. Non scordare il plaid perché fa sempre fresco.


- Sarzana, Bocca di Magra, Montemarcello e il golfo di Spezia di levante.

Sarzana è una città d'arte che ben rappresenta cosa sarebbe stata l'Italia se avesse vinto il PD di Veltroni: un posto tranquillo, pieno di arte e di abitanti snob di sinistra. Ipercoop come cattedrali laiche in ogniddove e nessuna traccia di industrie e operai in giro, se ci sono li hanno nascosti bene. Ci ho fatto il Liceo beccandomi spesso l'accusa di "fascista" da parte di qualche arguto figicino nel caso non la pensassi come la linea programmatica del partito. Ne ricordo in particolare uno figlio di un noto esponente politico locale che abitava in una villa maestosa alle porte del paese. Un giorno per non deluderlo lo presi a calci nel culo all'uscita della scuola. Me lo permise la mia maggior età e la mia mai del tutto domata vena di anarchia: fondamentalmente, se posso (e non sempre come in questo caso), vivo e lascio vivere e se tutti dicono di fare una cosa faccio l'altra (quindi no fascismo, no comunismo, no doroteismo, no..ci siamo capiti).
Dimenticavo Sarzana, una bella visita alle mura inglobate e nascoste nella città, un salto da Gemmi (se esiste ancora) per gelati e pasticceria varia, una ascesa (in auto) alla Fortezza di Castruccio Castracane, Visto il nome non è un posto da cani tutto sommato. Giusto per aggiungere un po' di san campanilismo ti dico che i sarzanesi sono molto più vicini per dialetto e affinità elettive con la vicina Carrara. I miei amici di lì al sabato pomeriggio, invece di venire in via del Prione a Spezia, prendevano la corriera in direzione Carrara.
Da Sarzana puoi andare velocemente in spiaggia se prendi la strada per Marinella (in pratica la Riccione dei poveri del nord) e/o Fiumaretta (un filo più snob ma paesaggisticamente uguale se non peggio: le ringhiere dei suoi condomini tristi da seconda casa sono arrugginite e tristi come i gerani smunti sui balconi delle case degli anziani nelle grande città) oppure virare decisamente verso Bocca di Magra.
Su Bocca di Magra non posso che dirne bene perché mi ci sono sempre trovato bene, ma il mistero è perché. Bocca di Magra è infatti un normalissimo paesino che si sdraia affianco al fiume Magra nei suoi ultimi spasmi verso il mare e si può vedere forse il più grande estuario di fiume che sia in Liguria: terra non proprio famosa per i suoi corsi di acqua, appunto. In questa commistione tra acqua dolce, acqua salata, barche e camper non vi è traccia di spiaggia degna di nota, quindi ho hai la barca oppure ti devi accontentare di passeggiare nel lungo paese. Ed infatti le mie peregrinazioni a Bocca di Magra avvenivano spesso le domeniche pomeriggio non di Estate o le sere di Estate quasi sempre per prendere un gelato o una cioccolata calda nei bar della punta e poi tornare kilometri indietro a riprendere la macchina nel parcheggio e la via di casa.
Nonostante questo, ripeto, Bocca di Magra non mi dispiace e la ricordo sempre in maniera positiva.
A questo punto se uno vuole giocarsi il Jolly può prendere la salita verso Monte Marcello (una volta sede del più triste Zoo del mondo: si mormora che persino la Iena ospite piangesse tutto il giorno) e godersi l'incredibile spettacolo della vista e cioè un 280 gradi sulla Versilia, il mare aperto e il Golfo della Spezia. Se sei fortunato potresi scorgere la Capraia e (ma è dura) la Corsica.
Dopo Monte Marcello scendi in picchiata verso Lerici. Qui se vuoi, lascia la macchina in uno dei parcheggi perimetrali e prendi il bus perchè é tutta ZTL. Lerici è carina, anche se a me non è mai piaciuta (ma de gustibus). Visita se vuoi il Castello ed è tutto qui. San Terenzo è molto più caratteristica, meno paesone, più liberty come la villa dovè Shelley soggiornò assieme a Byron e forse Keats (non ricordo). Ad ogni modo la denominazione "Golfo dei Poeti" viene da questi poeti inglesi romantici. Montale, infatti, arrivò solo fino a Monterosso nelle 5 terre, ma questa è tutta un'altra storia. Potrei dirti di Tellaro ma non so se la frana sulla strada che la collega con Lerici è stata risolta o meno: in ogni caso io ho pochissimi ricordi di questo borgo che ha ospitato fior di artisti tra cui Soldati e Attilio Bertolucci. E forse è anche per questo che non ricordo molto.
Se vuoi mangiare a Solaro, sopra Lerici (e ci puoi arrivare con l'auto) c'è un circolo Arci che fa da mangiare pesce a prezzi modici e qualità media. Ecco l'indirizzo.

Detto questo, non so perché ma a me la parte di Levante piace meno, preferisco la parte del Golfo che ci sta di fronte. Sarà forse perché sotto la collina di Pitelli l'ex proprietario di una concessionaria di Citroen e di vari terreni ci ha fatto nascondere i peggiori veleni che si potessero? Non ricordo.

Dicevo..? Ah sì, la parte occidentale del Golfo, solo che per arrivarci sei costretto a passare dalla tremenda città capoluogo di provincia e cioè Spezia.

- Spezia (per quelli di fuori "La Spezia").

Mussolini quando negli anni '20 la creò come provincia ci fece pure mettere davanti un bell'articolo. Qualcuno gli aveva raccontato che la cità nel medioevo era un fiorente porto commerciale dove arrivavano spezie e merci dall'oriente e così la battezzò "La Spezia". A dire il vero lo stesso mi raccontò la mia maestra alle elementari. Peccato che sino all'1800 inoltrato il Golfo era di fatto una malsanissima palude, a ricordarlo il nome del noto quartiere degli "Stagnoni" e che fu la costruzione dell'Arsenale militare a regalare alla città un porto, un lungomare a prova di malaria e una popolazione in gran parte meridionale e spesso razzista nei confronti delle reclute che venivano a fare la leva proveniendo principalmente da località del sud.
Spezia è un limbo, un ponte tra le parole "5 terre" e "traffico da container" non avendo mai risolto, grazie a una classe politica che tutta l'Africa Equatoriale ci invidia, l'eterno dilemma tra un futuro di terziario avanzato legato al turismo e uno di città portuale e industriale. A favore del primo punto una ricchezza di luoghi da far invidia a molti altri distretti turistici, a favore del secondo qualche politico da mantenere con cariche e prebende tipiche della Casta italiana. E così a Spezia, ma la situazione sta lentamente migliorando, ci sono pochi alberghi e milioni di container che danno lavoro a qualche politico e qualche autista di TIR. Inoltre dragheranno il fondale del Golfo per far passare navi ancor più grandi, riportando alla luce chissà quali schifezze che finiranno dritte dritte sui fondali. Perciò amico mio ti consiglio di assaggiare al più presto i muscoli (alias "cozze") di Spezia che crescono nel Golfo. Ti consiglio, dovresti trovarli al Ristorante il Palombaro (vedi dopo), i muscoli ripieni: forse la ricetta più tipica e ancora in vita della cucina locale (la Mesciua, una zuppa di cereali, viene preparata raramente e in alcune Osterie tipiche come "Il Moccia", "Da Caran", "All'Inferno" (ne parlo dopo) se esiste ancora).
A La Spezia troverai qualche museo abbastanza inutile (c'è pure quello del Sigillo!) tra questi ti consiglio quello più scenografico e cioè quello militare dell'Arsenale. Quello di Lia, considerando che le opere sono il frutto di anni ed anni di elusione (eufemismo per evitare querele) fiscali, francamente lo darei alle fiamme, ma vedi tu.
Mio nonno aveva un banco di frutta e verdura nel mercato che si tiene tutte le mattine, domenica esclusa, se vuoi farci un salto lo troverai in piazza Cavour, ma chiedi piazza del mercato perché la conosco tutti così. Dal punto di vista architettonico la copertura del mercato vrappresenta una delle ultime grandi opere della città e già da qui dovresti capire in quale stato versi Spezia. Oltre a essere brutta, presenta qualche errore funzionale e di costruzione che ne rendono onerosa la gestione, giusto per non farsi mancare nulla. A volte solo per farmi del male in maniera gratuita guardo una vecchia cartolina dei primi del '900 con le vecchie coperture, così semplici e così belle rispetto all'incubo odierno.
Ebbene nei pressi del Mercato in una stradina limitrofa puoi scendere in un attimo all'Inferno (e scendere veramente dato che il locale è in un sottostrada), una delle ultime trattorie old style di Spezia.
Qui, patria di tutti gli operatori del mercato, puoi trovare le ricette tipiche senza troppi fronzoli e senza spendere troppo.
Poco distante da qui trovi l'altro monumento storico della gastronomia locale e cioè La Pia (anche detta la centenaria per i suoi anni di servizio). Qui, uomini più simili a fabbri o a dannati vista la vicinanza con "l'Inferno") operano senza sosta la creazione della pizza (quella alta da taglio) e della ben più locale Farinata (farina di ceci, acqua e olio di semi). Non darmi del folle, ma la visione di questi energumenti sudati alle prese con il caldo dei forni a legna e delle pesanti teglie roventi (soprattutto quella enorme della farinata), mi hanno sempre deliziato e rapito l'attenzione per quei lunghi minuti, divenuti veloci, in cui attendevo di essere servito dal più abile con il coltello. Rapidi tagli nella teglia e tutto era finito. Ancora oggi tappa obbligata magari per uno spuntino pomeridiano.
Ti ho già raccontato di come Spezia sia diventata una delle capitali italiane della musica Puncarocche? No, allora preferisco fartelo raccontare dai diretti responsabili. Vicino al quartiere di Valdellora c'è il mitico circolo ARCI La Skaletta delle Sorelle Pantani custodi di questo tempio della musica alternativa. Qui si esibiscono gruppi di tutto il mondo purché non appartenenti al mainstream. Ci suonano spesso i Manges, uno dei due gruppi storici di Las Pezia assieme ai Pee-Weas di Hervè che gestisce l'altro grande locale musicale della città e cioè il circolo Arci Shake. Fossi in te io un salto ce lo farei anche solo per bermi una bella Tennents alla spina e osservare la fauna locale di punkaroccher, fossili dark e (se sei fortunato) Mods.

Se poi superi lo schifo per le mura dell'Arsenale, sempre più ridotte male e sempre meno comprensibili da un punto di vista sociale e architettonico, e ti dirigi verso la parte occidentale del Golfo ti puoi mettere in marcia per Portovenere o, salendo sulla litoranea affrontare un vero tuffo al cuore paesaggistico verso le 5 Terre via auto.

- Portovenere e le Isole Palmarias (le 6-scel de noantri).

Portovenere: altro che Portofino! Il borgo, la palazzata, la chiesa di San Pietro, il carrugio e il Castello. Pura poesia (meglio se nei giorni feriali, però).
Se ci arrivi in macchina e riesci a trovare un parcheggio cerca subito una ricevitoria e giocati dei numeri al lotto.
Magari fermati al paesino prima "Le Grazie", scendi verso il mare e tieni la destra sino al Bar "O'Goto" gestito da un torinese (il mitico Franco), davanti al molo delle grandi barche a vela con skipper e turisti internazionali troverai più facilmente parcheggio Qui devi assolutamente assaggiare la birra ambrata alla spina (del Birrificio del Golfo che produce birre English Style) e puoi anche spiluzzicare qualcosa. Stare seduti lì fuori con la birra in mano, sentendo parlare spezzino, inglese, svedese o olandese, e vedere il tempo passare sul mare resta una delle mie aspirazioni massime. Se poi vuoi farti un regalo vai a mangiare al Palombaro: cucina di pesce tradizionale, ma fatta molto bene. E fatti consigliare (se c'è ancora) dal cameriere con il pizzo dalla tipica cadenza spezzina nel parlare, ci sa davvero fare e ti consiglierà bene. Se invece vuoi veramente esagerare puoi prendere il traghetto e andare sull'Isola Palmaria, che in fatto di bellezza dell'acqua non teme confronti con la Sardegna (soprattutto nella zona cosiddetta del Pozzale e cioè quella esposta al mare aperto) e andare alla Locanda Lorena, consigliatissimo soprattutto a cena dato che incluso nel prezzo c'è anche la vista sul tramonto, alle spalle della Chiesa di San Pietro. Certo portati dietro gli assegni visto il costo.

- Le 5 Terre.

Su questo argomento ti lascerò solo poche parole. Meglio vederle in primavera a piedi sui sentieri o col treno. Non fanno parte dell'Italia e te ne accorgerai dal fatto che sarà difficile sentir parlare italiano. Forse non fanno nemmeno parte del mondo e la galleria che divide Spezia da Riomaggiore altro non è che una porta su un'altra dimensione. Sono posti così belli che mi piacerebbe viverci e perchè no morirci, magari in una giornata di vento, con gli occhi puntati verso l'infinito del mare.
Comunque se devo sceglierne una ti dico Corniglia e non avrei potuto dire altro ben almeno due motivi. Il primo è perché da bambino ci ho passato diverse estati e quindi è una questione di affetti. Il secondo è perché lo consiglia anche Frank Mengoni nella sua Tourist Guide 2012 (deve ancora uscire ma ne ho avuto un anteprima: clicca qui per vederla clicca qui ). A Corniglia se cerchi un posto dove mangiare vai dal mio amico Agostino nella sua Osteria Mananan. Certo se gli sei antipatico è probabile che ti mandi affanculo, ma ti assicuro che la cucina è assolutamente fantastica, tutto fatto in casa e senza troppi barocchismi. Bevi il bianco della casa che è fatto a Ceparana (ricordi la ValdiVara), ma con uve locali. E poi fiondati alla fine del paese sul belvedere di Santa Maria a goderti il mare e la vista sulle altre 4 terre. Oppure sali verso la torre e fai lo stesso. Anche dal cimitero si gode una vista bellissima, ma per andarci non c'è fretta.
;-D

- Val di Magra.

Se poi un giorno vuoi uscire dal territorio ligure e fare un salto in Toscana puoi tentare la sorte in Lunigiana. A essere sinceri poi della Toscana, questa zona ha molto poco a partire dal dialetto che non è per niente simile al toscano. Pontremoli è una città d'arte molto carina e di ricca cultura letteraria: come di sicuro sai, gran parte dei venditori ambulanti di libri provenivano da questo paese e portavano le loro bancarelle nei principali mercati del nord e del centro Italia. Da questa tradizione è poi nato il premio "Bancarella". Ti dico questo solo per dimostrarti che in fondo non sono una persona ignorante, eh?!
In Lunigiana si mangia bene, la natura ubertosa delle colline che diventano montagne trionfa in tavola con funghi, farine di castagne, torte di verdure e cacciagione. Se poi vuoi assaggiare una delle ricette più famosee caratteristiche della Lunigiana (e anche della bassa Valdivara) devi andare a Podenzana e assaggiare i testaroli e i panigacci. A Podenzana, un piccolo borgo di 4 case e 3 ristoranti il testarolo è una religione. Scegli tu il ristorante tanto fanno tutti la stessa cosa (es. "La Gavarina d'oro"). Solo una piccola lezione. Testarolio e panigacci hanno una nascita comune nel senso che sono piccole focaccette di acqua e farina cotte dentro a contenitori di argilla (detti "testi") che vengono arroventati nel camino. Siamo nel pieno della tradizione povera - di un tempo - di queste parti. La differenza è che i testaroli vengono poi bolliti per poterli arrotolare a mo' di sigaro per poterli condire con olio e formaggio o con il pesto o con il ragù. Ne esiste una versione cosiddetta "cunza" dove un testarolo gigante viene tagliato a quadrotti per ottenere una sorta di piccola tagliatella da condire come la pasta tradizionale. Il panigaccio invece viene servito appena uscito dal testo (e quindi dal camino) e deve essere rigorosamente farcito con formaggio molle (stracchino o gorgonzola) e affettati vari. Io adoro farlo su con salsiccia, stracchino e un aggiunta di pesto: sono un inguaribile vizioso, lo so.

Come sistemazione per la notte il B&B il Parco a Piana Battolla è un mix perfetto di comodità e prezzo (intorno ai 30 Euro a persona per essere trattati con gentilezza in Liguria è davvero poco) e se ci andate intorno al 15 agosto c'è pure la sagra di San Rocco con il suo Asado (regalo di emigranti tornati dall'Argentina) e i suoi fuochi.

Insomma, la provincia spezzina è una zona piena di risorse per dare ristoro al corpo e all'anima, come puoi ben immaginare da un suo noto proverbio:

"Na pissada sensa peto, l'è come 'n violin sensa archeto"

sabato, luglio 30, 2011

Felicità?

Con le mani raccogliere
Piccole quantità d'acqua
E lasciarla poi scendere
dai bordi del lavabo
Che declinano verso il buco
Per vedere i resti della barba rasata
Come piccoli soldati comandati
Scendere nello scarico lasciando pulita la scena
Mi sento come quelle volte
Che
Giocando a qualche spara spara
Usavo l'arma totale
E non dovevo preoccuparmi troppo dei bersagli
Lasciar fare a lei
Lasciar andare
E non curarsi che di quella lieta sensazione
Di sollievo che a volte
Sbagliando
Potrei chiamare
Felicità.

R. Buchago Algo Mas 2011

Inviato da iPad

lunedì, luglio 25, 2011

Alcol e muerte

"L'alcol fa male, ma Cristo vogliamo parlare delle emorroidi!" (R. Buchago)

sabato, luglio 23, 2011

DUKKHA

"Possiamo rinunciare a qualsiasi cosa tranne che al pensiero di farlo" R. Buchago 2011

Inviato da iPod

giovedì, luglio 21, 2011

Prime evidenze

"La vita è la miglior catastrofe che ti possa mai accadere" - R. Buchago 2011