lunedì, novembre 29, 2010

Sati Revolution (quel che sarà sarà)

II (qui c'è l'inizio)


Piccoli cerchi concentrici.

Sulla superficie iridescente, il piscio del cane libera piccoli cerchi concentrici che danzano sulla pozzanghera, distorcendo il riflesso di alcuni alberi e del cane che sta pisciando.

A Varanasi i cani hanno forse l’anima salva, come la gente che scende nel Gange.

Non rinasceranno più e questa è davvero una bella notizia. Vicino a un piccolo giardino, sotto una palma, il cane annusa un cartone in cui un tempo doveva esserci un qualche tipo di elettrodomestico.

Il cane come estasiato dal suo contenuto, inizia a farsi strada con la bocca e con le zampe verso il suo interno. Vuole il contenuto, ma di colpo si blocca: piccola bambola dai capelli biondi sarai ancora viva?

Non dà segni di vita.

Un tizio in cerca di rottami e buone cose vecchie, ma ancora utili, osserva la scena e si avvicina interessato. Il cane ringhia, il tizio muove in aria una mano mandandolo via.

Per adesso la violenza non serve.

Il tizio scruta il raccolto della sua giornata e per un po’ resta a pensare. Con un certo fastidio scarica il rotolo di fili di rame, poi raccoglie la scatola di cartone con il suo contenuto vitale e lo mette sul carretto: un misto tra una bici e un triciclo per grandi, con un porta oggetti sul davanti già colmo di pezzi di latta e la carcassa di un vecchio televisore.

Si mette in marcia per finire il suo consueto itinerario di raccolta. Se troverà qualcosa di prezioso deciderà se far fare al suo passeggero, la fine del rotolo di fili di rame.

La sera, arrivato a casa, una baracca messa in piedi con diversi raccolti di materiali vari, una donna e diversi bambini gli si fanno incontro con occhi di speranza e paura. Il tizio non gli dà attenzione. Dice alla donna di portare dentro il bambino con tutta la scatola di cartone. Se non è morto, da domani a qualcosa servirà.

Un bambino biondo a Varanasi è più o meno come vedere Gesù andare a comprare al mercato facendosi largo con la sua bella croce in legno scuro. Ma da quando sono comparsi Loro tra la folla di molti posti, il mondo non è più lo stesso. E questo lo si è capito già da un po’.

venerdì, novembre 26, 2010

10 Motivi che rendono sempre più difficile votare a sinistra

Lo so, nessuno è obbligato a farlo e nemmeno ce l'ha detto il dottore, ma ammettiamolo, votare a sinistra sta diventando una cosa sempre più difficile. E siccome la data della giornata fatale delle elezioni sembra avvicinarsi sempre più ho deciso di stilare tutte quelle cose che mi danno veramente fastidio e che, se non fosse che dall'altra parte ci sono personaggi veramente imbarazzanti (almeno veramente molto più imbarazzanti), mi farebbero quasi quasi venir la voglia di non votare più a (centro) sinistra.

Ed ecco il mio elenco:

I 10 motivi che rendono sempre più difficile votare a sinistra.

- Fabio Fazio, Santoro, Lella Costa, Luciana Littizzetto, Dario Fo e suo figlio, Bianca Berlinguer, Chicco Testa, Cristiano Lucarelli, Fuksas e Renzo Piano

- Mario Tozzi

- la faccia di Salvatores ed i suoi vestiti

- le maniche arrotolate di Bersani

- la faccia di Gadddlevnev

- Gli Inti Illimani

- Bassolino e Iervolino nelle liste elettorali (perché ci saranno)

- La CGIL e i dirigenti del PD

- D’Alema, la Repubblica, Rai tre e la moglie di Moratti

- La Dandini e la Guzzanti (Draquila a parte, forse)

- Il possibile ritorno di Pecoraro Scanio e Bertinotti


martedì, novembre 23, 2010

Quando arrivi chiama che ti veniamo a prendere..


Alla stazione di Porta Nuova un cartello avvisa dell'arrivo di Gesù.
L'ho atteso per un po' evidentemente emozionato. Poi ho visto un sacco di gente accalcarsi all'arrivo di un treno imprecisato. Mi son detto eccolo! Invece era solo un vecchio protagonista di un reality o forse una ragazza diventata famosa come escort o viceversa.
Forse questa umanità, tra cui ci sono anch'io, non merita un altro martirio.
Ti capisco.
Ma probabilmente, considerando che viaggeresti senza scorta e su un bel Regionale, il tuo treno è fermo in qualche stazione di un piccolo paese di estrema periferia per un guasto al locomotore. Oppure lo faresti arrivare in perfetto orario, come primo miracolo della tua nuova venuta.

sabato, novembre 20, 2010

ginobruzzè un uomo un perché

NELLA STORIA HO CAMBIATO NOME MA TU SAI CHE SEI PROPRIO TU IL VERO GINOBRUZZE'. RIGA DRITTO SENNO' CI METTO IL NOME VERO!!!

Ginobruzzè ha visto eyes wide shut e ha deciso di entrare nella massoneria. Perché nella massoneria si scopa. Tutte quelle donne nude e quegli uomini incappucciati che si danno da fare gli hanno fatto maturare questa decisione e così ha iniziato a far domande in giro sulla massoneria.

Lo ha chiesto pure al suo vicino di casa, un tipo importante che pulisce i cessi alla stazione, ma niente, nemmeno lui ha saputo dargli un indizio.

Ginobruzzè vuole entrare nella massoneria perché nella massoneria sì, che si scopa davvero. E non si darà pace sinché non lo avrà fatto.

Lo ha detto pure a sua moglie che nella massoneria si scopa davvero, ma la moglie lo ha mandato a comprare la cera per i pavimenti, che in casa si sta solo con le pattine e le scarpe fuori.

Per fortuna un giorno, leggendo un articolo nell'inserto culturale di "Chi", trova quel che cercava. Più o meno a metà di un articolo sui nuovi luoghi frequentati da gente che conta (calciatori, politici e giornalisti televisivi) viene pubblicizzata la "loggia del piacere", punto d'incontro per amanti delle cose zozze fatte coi cappucci in testa ma tutti ignudi però.

C'è pure l'indirizzo, così Ginobruzzè monta in sella alla sua bici e si precipita alla "loggia del piacere". In un bel palazzo del 1990 vicino al Bingo di Grugliasco citofona "Loggia del piacere" e subito una voce con forte accento brasiliano gli chiede "chi zei tesoro?".

Ginobruzzè dice che la cosa non era poi la massoneria. Il tipo poi sembrava una donna ma in realtà sotto sotto c'aveva il matterello. Comunque non saranno nè i primi nè gli ultimi 50 euri che butta via.

Una vera inculata che forse prima o poi ci ritorna.

Ma quando vai in giro a far domande sulla massoneria capita che poi è la massoneria a trovarti. E così un giorno ginobruzzè ricevette un sms: "sono la massoneria vieni in Corso Selaschetti 12".

"Brava massoneria è così che si fa" dice ginobruzzè. Monta sulla bicicletta e si dirige verso l'indirizzo indicato. A ogni semaforo pensa "brava massoneria" oppure "proprio brava sta massoneria".

Suona il campanello dorato con scritto Massoneria ed entra.

Sono già quasi tutti nudi e con il cappuccio in testa che si danno da fare. Qualcuno ha tenuto i calzini. Ginobruzzè pensa anche lui di tenerseli è una questione di riguardo, pensa, non si sta ignudi in casa altrui. E così si spoglia lasciando solo i calzettoni di spugna e si dirige verso una tettona seduta a guardare due che si mescolano con un calice di sciambagn in mano, quando un uomo completamente vestito e con il cappuccio gli si para davanti e gli fa "ginobruzzè che fai!" puntandogli l’indice contro.

"Ma io ecco, io sarei venuto qui per scopare!"

L'uomo incappucciato si porta la mano sul cappuccio dove più o meno ha il mento, con fare pensieroso poi fa "eh no ginobruzzè, non è così che si fa, questa cosa è riservata a chi ha passato un certo periodo di apprendistato".

Ginobruzzè annuisce poi risponde "vabe', ho fatto il morbillo che sarà mai sto apprendistato" e così lo mandano a comprare gli spaghetti perché dopo la scopata ti viene fame e cosa vuoi stare con la voglia? Poi lo mandano a comprare le sigarette perché dopo aver scopato ti vorrai pur fare una bella fumata? Poi lo mandano a pagare le bollette perché sennò coi pensieri mica ti si alza. Poi lo mandano a prendere gli animali per gli amanti degli animali.

“Certo Massoneria che sei proprio pretenziosa” dice ginobruzzè tornato dall’ennesima corvè. Ma finalmente, un giorno lo fanno entrare nella massoneria, anzi tutta la massoneria gli entra nel culo, uno alla volta. Eccheselosapevo prima mica ci entravo nella massoneria, ma adesso me ne sono andato dice ginobruzzè. La cosa non faceva per lui eppoi manco la tunica bianca gli avevano dato, quella col cappuccio dorato. Per lui un accappatoio con scritto “ginobruzzè” dietro e un bel buco nelle parti basse. La prima volta che lo ha indossato si è sbagliato perché da come se l’era messo c’aveva la scritta sul petto e aveva infilato il pisello nel buco.

“Eh No ginobruzzè, che fai!” gli aveva detto un adepto puntandogli l’indice contro “la scritta va dietro, ginobruzzè!”. E il buco andava dietro.


Adesso ginobruzzè beve un fernet con la cannuccia al bar e dice che secondo lui più che nella massoneria sono stato nella cassoneria.


mercoledì, novembre 17, 2010

Sati Revolution

(Stefano, si comincia, guarda qui.)


L’acciaio è lucido.

Ha una sua luce precisa e autonoma rispetto al bagliore che viene dalla piccola finestra. Sono le 6 e 27 e il tizio guarda quella cosa bizzarra come fosse l’Arcangelo Gabriele.

Lastre di metallo levigato con precisione estrema, maniacalmente assemblate assieme a tubi dalle geometrie isometriche. C’è uno strano contrasto tra simmetria e caos in tutto quello che il tizio vede di fronte a sé. Come se una calamita intelligente avesse attratto pezzi di metallo prodotti da un fabbricatore di spade con l’hobby dell’orologeria di precisione verso un punto della stanza, il grande insieme conteneva già un primo mistero: come aveva fatto, così grande a entrare nel seminterrato?

“Spegni quel faro, Cristo, mi vuoi cuocere le cornee?”

Il tizio è ancora in piedi a cercare il buco nella rete di questa realtà bizzarra. Il buio rivela una nuova cosa: la cosa emana uno strano bagliore, un riverbero alogeno.

“Cristo Santo! Sembra la morte nera” dice il ragazzo dietro al tizio, dopo aver spento il faretto sul treppiede.

“E’ una di quelle bombe secondo te?”

“Non lo so” risponde il tizio al ragazzo e poi aggiunge “devo pensarci su, ma tu nel frattempo continua con le tue analisi ben lontano da questa cosa.

Il tizio si leva i pantaloni e la giacca, poi la camicia. Resta in mutande e una maglietta con il logo di una marca di sigarette. Si mette seduto con le gambe incrociate. Dice al ragazzo “adesso vai fuori e non fare entrare nessuno, sappi che chi entra dopo di te potrebbe fare una bruttissima fine. Capito?”.

Il ragazzo annuisce e se ne esce dal seminterrato come avesse dimenticato il latte sul gas.

Il tizio recita ad alta voce “sto percorrendo il sentiero che è stato percorso dal Buddha e dai suo grandi e santi discepoli. Una persona indolente non può seguire il cammino. Possa la mia forza prevalere e possa avere successo in questo mio cammino”.

Una luce rossa inizia a lampeggiare da qualche parte in mezzo all’esoscheletro della cosa davanti a lui. Sul suo volto compare un sorriso molto simile a quello di molte statue in oriente. Dopo circa 30 minuti di silenzio, il tizio apre gli occhi e si mette in piedi.

Apre un pacchetto di Lucky strike morbide con un movimento di incredibile armonia. La sua prima sigaretta della mattina merita lo stesso trattamento delle offerte rituali alla divinità Shiva.


venerdì, novembre 12, 2010

Sic transit Gloria Guida

Primi segnali della fine del cavaliere: Feltri ha pronto un dossier contro se stesso.


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giovedì, novembre 11, 2010

Ora, adesso.

Dolce pressione. Ti chiameró così. Non ghirlanda di fiori nè sbuffo di fumo. Sei la benvenuta. Ti ho aspettato tutta la vita. Sei davvero tu?


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martedì, novembre 09, 2010

Diamo il via alla terza repubblica

Potrà sembrarvi una provocazione, ma finite di leggere e capirete che così tanto non lo è.
Voglio proporre la candidatura a premier di Rocco Siffredi.
"Non va bene è un attore porno" - direte voi, ma facciamo un'analisi dei suoi punti di forza.
Iniziamo con il più eclatante: una volta al potere non dovrebbe buttare via soldi dello Stato per organizzare orgie e festini a base di escort, scorte di stato, nani, parvenu del mondo dello spettacolo, ballerine, letterine, ministrine e altri fenomeni parastatali. Rocco è infatti un tipo che non si porta mai il lavoro a casa. Certo qualcuno potrebbe dire che c'è un certo rischio di conflitto d'interessi perché potrebbe utilizzare la sua funzione per promuovere iniziative pornografiche, ma anche in questo a ben vedere, rispetto ai programmi dei canali televisivi di adesso non vedo che un sano miglioramento in tutto questo. Rocco è un imprenditore conosciuto e molto rispettato anche all'estero. Certo qualche titolo di sue opere potrebbero mettere in imbarazzo la politica estera del nostro paese (es. "Rocco si inc..a la Polonia"), ma dopo anni in cui mandiamo in giro Frattini per il mondo forse non dovrebbero esserci ulteriori problemi.
Rocco ha una forte presa sull'elettorato femminile ed è invidiato, ma rispettato e ringraziato, anche da quello maschile. E poi in politica interna è forse l'unico in grado di farsi rispettare da tutti, persino dalla bizzosa lega nord: voglio vedere il Senatur arringare la folla vantando di avercelo più duro di tutti.
Insomma, mia cara Italia è giunta l'ora di scegliere un uomo che sia veramente in grado di farti godere come mai: scegli Rocco Siffredi con fiducia!

sabato, novembre 06, 2010

L'alcool è ...

"L'alcool è un brutto vizio-zio-zio-zio-io-io. Che figata c'ho l'eco nella testa-esta-esta-sta-sta-ta." R. Buchago Aforismi 2010.


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martedì, ottobre 26, 2010

Perché per morire bisogna essere allenati.

Dedicato a mio fratello che ha iniziato a scrivere racconti.


"..amaro. Anch'io bevo il caffè amaro. Sai la glicemia".

Mi guarda e io annuisco. Non è quello che voglio fare, ma lo faccio lo stesso.

La pancia, con il pigiama che si è stretto, sembra ancor più gonfia se possibile.

"Ma sento dei bruciori allo stomaco che non mi piacciono per niente. Prendo gli antiacidi, ma non fanno niente. Deve esserci un ulcera. A Ceparana una domenica che ero solo mi è venuto un dolore al petto che saliva fino in gola, ho pensato ecco l'infarto."

Sorseggio il tè, cercando di restargli addosso con lo sguardo. Non annuisco più in maniera meccanica. Penso a cosa devo fare al lavoro domani. Poi ritorno su di lui con lo sguardo.

"A forza di bruciare rischi che ti venga un tumore..". Allargo l'espressione degli occhi, alzando le spalle. "..Ti dico che è così, ti viene un tumore a forza di bruciare. La Nadia mi ha detto fatti una gastroscopia. Quando torno me la faccio, è l'unico modo per vedere..ho qualcosa. Ci deve essere qualcosa lì."

Guardo la sua barba tagliata in maniera bizzarra per un quasi 70enne. Non vorrei più essere lì in quel momento.

"..Tonino ha iniziato a sboccare sangue a Londra, lo hanno aperto e poi richiuso, gli han detto che non aveva niente. Niente un cazzo, in Italia lo han visitato e gli han levato lo stomaco..ma doveva avergli preso il fegato. Senza stomaco vivi, ma senza fegato no".

Mi chiedo perché sta dicendo queste cose. Alle sue spalle fisso il calendario della Conad con un cesto di frutta.

"..pesava 110 kili poi in un anno se ne andato. Ha pure sofferto perché la morfina non gli faceva tanto effetto..l'ultimo mese lo hanno rimandato in ospedale perché a casa non potevano seguirlo.."

Mi guarda come se dovessi fare qualcosa. Mi chiedo perché sta dicendo queste cose sgradevoli.

"..l'ultima volta che l'ho visto mi ha parlato dei suoi genitori che sono morti giovani e poi mi ha detto adesso tocca a noi.."

Mi guarda. Io fisso la sua faccia ma non lo sto guardando.

"..aveva una paura folle del cimitero è per questo che si è fatto cremare e poi si è fatto buttare le sue ceneri in mare..lo voglio fare anch'io..anche tua mamma ha detto che vuole fare così. Paghi 400 Euro per il forno e 700 per una bara di quelle aperte e da poco. Tanto la bruciano. Ci vogliono 3 ore per bruciare tutto, a Livorno ci impiegano meno.."

Torno ad annuire, l'ultima parte del suo discorso deve aver richiamato la mia attenzione, ma non so perché. Gli faccio "ti racconto una barzelletta..un cacciatore vede un piccolo orso nel bosco e così prende la mira e lo ammazza. Di colpo si sente toccare sulla spalla, si gira e vede un orso di medie dimensioni che gli fa senti adesso scegli ho ti sbrano o ti fai inculare. Il cacciatore sceglie la seconda e si mette a pecorina. L'orso lo incula e il cacciatore torna malandato a casa dove passa un mese a curarsi poi decide di vendicarsi. Così torna nel bosco e trova l'orso di prima e lo ammazza. Si sente toccare alle spalle e vede un grizzlie che gli fa adesso o ti sbrano o ti fai inculare" Faccio il gesto del clacson.

"..il cacciatore si fa inculare anche dal Grizzlie. Torna a casa sbrindellato e passa 6 mesi a letto per riprendersi poi decide di vendicarsi e torna nel bosco. Vede il grizzlie e lo ammazza." Mio padre fa "sente toc toc alle spalle.." e io ".sente toccarsi sulla spalla e vede un enorme orso polare che gli fa ma dimmi la verità, tu non vieni qui per cacciare, eh?!"

Lo vedo ridere e io sento di dover andare a pisciare.


sabato, ottobre 23, 2010

giovedì, ottobre 21, 2010

Le 10 migliori risposte alla domanda "Dio c'è?"


Le 10 migliori risposte alla domanda "Dio c'è?"
Leggetele ora prima che se le freghi Luttazzi.
11 - Dammi pure del Tu (inserita in seguito su contributo di Mario Cazzimma Pelata)
10. Era qui 5 minuti fa.
9. Mi spiace ma ha sbagliato numero.

8. No, sono rimaste solo le Ceres

7. Adesso glielo chiedo.

8. E’ a pescare con Pietro.

7. Sì, ma adesso è in una piccola riunione.

6. Perché, chi lo cerca?

5. Ormai fa poche apparizioni.

4 Ma vada via drogato

3. No, è solo un’invenzione di Babbo Natale

2. Dio? Conosce anche il cognome?

1. Dovrebbe risorgere a momenti.

0. Preferisce il modello con la barba o quello vendicativo?

Il pensiero è un chiodo nel cielo a cui è appeso il mondo.

Il pensiero è un chiodo nel cielo a cui è appeso il mondo.


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martedì, ottobre 12, 2010

E' così i giorni del grande inverno sono arrivati.
Grandi nubi avanzano e il cuore si stringe: diventa bello starsene a casa a guardare il mondo che passa fuori dalla finestra. Ma se sai che qualcuno è ancora fuori, un turbamento si fa strada e l'ansia bussa per prima alla tua porta: pur non invitata cerca spazio tra le tue care cose.
Lascerò accesa la luce, perché anche tu devi tornare a casa.
Ti aspetterò, la mia vita non ha più fretta, adesso.

domenica, ottobre 03, 2010

Recensione di Selaschetti: tutti in piedi!

The Black Angels – Phosphene Dream (Blue Horizon, 2010)

Questo non è un album ma un viaggio iniziatico. Quindi preparate il vostro zaino e stipatelo di libri di Hesse, Castaneda e Aldous Huxley (On the Road di Kerouac lasciatelo pure a casa che pesa e fa schifo [ma no!!! Infedele blasfemo!!! n.d.Andrea]) perché la vostra anima è pronta per andarsene in giro per un po’. Almeno per i 40 minuti di Phosphene Dream, la terza fatica di questi Black Angels, texani di Austin. (Continua su BMM)

venerdì, ottobre 01, 2010

Indice di gradimento

"Piccoli gesti, a volte, ti arrivano dentro e ti aprono tutto un mondo"

da "I dialoghi di R. Buchago con il suo Proctologo" - Ed. Feltrineli, 2010.

giovedì, settembre 30, 2010

Ricorda!

"Ricorda! Non bere per dimenticare. Ah già..e come faccio a ricordarmelo"
(R. Buchago Aforismi 2010)


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venerdì, settembre 24, 2010

Kukkula Kukkula Zio ga!


Il Professore Harry Simmenthal Duball (nella foto), alunno di Guy Deborder il noto sociologo che vanta più tentativi di imitazione, ha elaborato ulteriormente le teorie (le famose "iniziative libere") del suo maestro volte a sfruttare l'ambiente di lavoro come elemento catalizzatore di "buone reazioni" sociali: un posto dove sperimentare la socialità del nuovo millennio. Tra gli esperimenti che hanno reso famoso il Prof Simmenthal Duball vi è quello detto dello "scroto baonato". Il nucleo della prova intende muovere dalla incapacità che hanno le persone di vivere i rapporti con le altre persone fuori dagli schemi imposti dalla società moderna. "Sono passati più di mille anni da quando in Europa sono state eliminate le caste feudali - dice il Professor Simmenthal Duball - ma ancora si tende a inquadrare le proprie relazioni esclusivamente in base al ruolo e ai gradi nel contesto lavorativo". L'esperimento dello "scroto baonato" mira a generare un evento catartico, una sorta di rappresentazione teatrale simile a quelle proposte dallo psicomago Alejandro Jodorowsky, in grado di liberare i soggetti interessati dalle rispettive gabbie comportamentali.
Simmenthal Duball racconta in maniera molto semplice le istruzioni per uno "scroto baonato" di sicuro effetto: "prendete un open space lavorativo affollato e inviate a tutti i presenti tramite email la presentazione in powerpoint chiamata "Vacanze scontate 2011" in modo che arrivi nella inbox di tutti i presenti per le 16.45 di venerdì (per i dipendenti pubblici e gli assicuratori meglio che arrivi entro le 14.15). La presentazione dovrà contenere un forte condizionamento ipnotico preparato dallo stesso Simmenthal Duball di due tipi: qualcuno riceverà la liturgia del "kukkula kukkula zio ga" che lo costringerà, una volta letta la presentazione, a spogliarsi e girare al centro della stanza tentando di schiaffeggiare le natiche di un collega di sventura cui è toccato il solito condizionamento e ingaggiandosi vicendevolmente in una sorta di tragico e garrulo rituale dell'accoppiamento dei mandrilli del Borneo, gridando "kukkula kukkula zio ga" per tutto il tempo; qualcun'altro riceverà il condizionamento della "sventagliata fetida" e cioè si spoglierà e inizierà una danza animata, intorno ai protagonisti del "kukkula kukkula zio ga" dal movimento simile a quello di una dea kalì armata di pedalini sudati impugnati in entrambe le mani (perché ormai a fine corsa), mentre per le donne toccherà ai gambaletti fare agile capolino dalle mosse che le braccia e le mani concederanno loro.
Questo rituale, così vicino ai riti apotropaici delle popolazioni pellirossa, si protrarrà sino a quando, il lunedì mattina, qualcuno dei colleghi giunto in ufficio pronuncerà la frase "cosa hai fatto nel week-end?".
Tutti quanti i partecipanti all'evento si risveglieranno dall'estasi e quasi sicuramente, vedendosi così sfiniti, sudati e maleodoranti e consci di dover tornare di nuovo al lavoro, non potranno che sentirsi straniati e pronti per far germogliare nella propria coscienza il germe della nuova socialità.
Molti hanno chiesto al Professor Simmenthal Duball per quale motivo abbia chiamato l'esperimento "scroto baonato". "La risposta è molto semplice" avrebbe risposto Simmenthal Duball " si tratta della parola comando che fa partire il condizionamento psicologico: basta leggerla assieme alle parole Italia dei Valori, Bonaiuti e Bondi, Daniele Luttazzi e Lella Costa.
Scroto baonato!

L'alcool non è..

"L'alcool non è la..cioè è quello che..no, da capo. L'alcool non è...non è...non è..Scusate."

(R.Buchago - Aforismi 2010)

martedì, settembre 21, 2010

L'alcool non è la risposta giusta

"L'alcool non è la risposta giusta
ma questa sera hai altri 10 tentativi"

(R. Buchago - 2010 Aforismi)