Non esagerate con le lenticchie!
Tutto quello che volevamo era non pensare al lunedì mattina ed alla crisi in medio oriente....
lunedì, dicembre 31, 2007
lunedì, dicembre 17, 2007
Vigevan Gothic

16 dicembre 2007
Dicembre freddo, una sera
accompagnando i miei genitori alla corriera
Ho visto il fumo uscirmi dalla bocca e puntare le stelle
Ho pensato che a volte
il tempo ti trascina
come una bottiglia di plastica vuota
in qualche ansa quieta
dove le ansie del cuore
non trovano più la spinta
della corrente
e tutto ti torna con tutti
amici, lavori, passioni e famiglia
e ti senti così al caldo nella tua vita
da sciogliere per un attimo
quel nostro lungo inverno
ghiacciato di noia.
(R. Buchago - Dimmi parole sporche 2007)
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Now playing: Led Zeppelin - Stairway to heaven
via FoxyTunes
martedì, dicembre 11, 2007
Quando il destino ti sussurra una scelta
L'uomo moderno ha perso la sua, un tempo, innata capacità di affidarsi più all'istinto che alla ragione. Ma io, e me ne prendo tutta la responsabilità, penso di aver percepito un flebile messaggio provenire dal mio istinto.
Quel messaggio dice "il 16 dicembre l'evento Grande Bulacky non deve esserci!".
Tra i labili segnali che ritengo di aver captato:
- Testa di caprone sgozzato trovato davanti alla porta di casa
- Ritrovamento di un antico cimitero indiano sotto l'Enoteca dove avremmo dovuto festeggiare
- Amici che, dopo aver detto di aderire, cambiano di residenza
- La scoperta di avere un nido di avvoltoi sopra l'Antenna di Sky
- L'arcangelo Gabriele che suona al citofono alle 2 di notte salvo poi dire di aver sbagliato indirizzo
- Uno sciopero degli autotrasportatori che impedirà ai 60 litri di birra ordinati di arrivare in tempo
Lo so datemi pure del paranoico, ma ormai ho deciso.
Adesso vorrei dirvi che abbiamo rimandato il tutto alla seconda domenica di gennaio (il 13!), ma prima di farlo vorrei dare un'occhiata approfondita alle quartine di Nostradamus per vedere quando cade l'Apocalisse.
Non vorrei perdermela...
sabato, novembre 24, 2007
Pomeriggio Grande Bulacky

Domenica 16 nell'Enoteca di Fantasilandia
(dalle 16.00 in avanti)
Grande pomeriggio di festa e di bevuta di birra.
Interverranno "Bulacky il Grande" e altre grandi attrazioni internazionali
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Now playing: Grant Lee Buffalo - Mighty Joe Moon
via FoxyTunes
mercoledì, ottobre 31, 2007
Morgan e Julian


Morgan 8 febbraio 2004 ------ Julian 30 ottobre 2007
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Now playing: The Kinks - You Really Got Me
via FoxyTunes Julian 30 ottobre 2007
lunedì, ottobre 08, 2007
venerdì, settembre 21, 2007
ADSL Kaput!
Causa cambio gestore ADSL di casa, l'attività di posting è bloccata.
Confido nella deregulation, ma temo il mese di stop.
Tanto, per quello cha avevo da dire....
Confido nella deregulation, ma temo il mese di stop.
Tanto, per quello cha avevo da dire....
giovedì, settembre 13, 2007
Il grande miracolo della Birra

Questo articolo tratto da La Stampa.it è davvero bello.
"La pace nel boccale del birraio Nadim
Nadim Canaan Khoury, 46 anni, laurea in Economia all'Università di Boston: nel 1995 ha fondato la casa di produzione della Taybeh Beer. Esporta 6000 ettolitri all'anno
La sua birra riunisce arabi e israeliani all'Oktoberfest palestinese
FRANCESCA PACI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMMETutti lo cercano per una pacca sulla spalla, una foto pinta a pinta, un brindisi: qualcuno ha visto Nadim Caan Khoury? Haviv, 25 anni, capelli a spazzola e casacca andina, butta giù d’un fiato mezzo litro di birra chiara e brinda all’uomo che la produce «God bless Nadim», che Dio benedica Nadim, Nadim Caan Khoury, mister Taybeh Beer. Haviv pensa in ebraico, la sua lingua, e parla in inglese: al check point ha mostrato il passaporto francese, il secondo, ereditato dalla madre. Avesse tirato fuori quello israeliano i militari gli avrebbero fatto parecchie storie: oggi ci si ubriaca, d’accordo, ma siamo pur sempre in Cisgiordania. Eppure, per una volta, perfino i duri dell’esercito chiudono un occhio, la terza edizione dell’Oktoberfest palestinese, l’unica in Medio Oriente, cancella per quarantott’ore muri, uniformi, posti di blocco. L’Oktoberfest con la kefia è un’invenzione di Nadim Canaan Khoury, 46 anni di cui oltre metà trascorsi all’estero, laureato in economia all’università di Boston e oggi proprietario della Taybeh Brewing, 6.000 ettolitri di birra l’anno esportati in America, Giappone, Germania, Israele. Nadim, come molti connazionali, è tornato a casa nel 1994, in seguito agli accordi di Oslo. Dieci mesi e molti viaggi in Baviera dopo, ha avviato l’attività fiore all’occhiello del paese, una brewery stile Monaco con la bandiera palestinese a mo’ di logo. L’Oktoberfest corona il suo sogno d’essere al tempo stesso imprenditore e palestinese: «L’anticipiamo a settembre per non sovrapporla al Ramadan, il mese sacro dell’islam, e alle festività ebraiche».Nadim parla forte per farsi udire, schiacciato com’è tra i capannelli di giovani chiassosi e la musica dei Dam, il popolare gruppo rap palestinese che dal palco mescola politica ed entertainment come a una vecchia festa dell’Unità. In sottofondo, le campane dell’antica chiesa di San Giorgio suonano l’Ave Maria. Taybeh, una ventina di chilometri da Ramallah, è l’ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, dove, racconta don Raed Abusahlia, gli abitanti sono talmente gelosi delle proprie radici che «non vendono la terra né ai musulmani né agli ebrei». L’identità da queste parti è materia pesante, significa religione, storia, cultura. Adesso, grazie a Nadim Khoury, è anche un brand, il glorioso nome della birra locale.Lungo la strada che si arrampica sulle colline bruciate dal sole non ci sono cartelli. In lontananza, la sagoma di un campanile indica che la direzione è giusta. Al check point due soldati israeliani giovanissimi e insolitamente rilassati strizzano l’occhio, «lehaim!», «salute!». Alle loro spalle campeggia un cartellone grande quanto una porta, «Drink palestinian. Taste the Revolution». L’ha disegnato Nadim: «La comunicazione è l’anima del commercio». La fila di auto parcheggiate comincia qui, tre chilometri di targhe gialle, israeliane. Quelle verdi sono molte meno: i palestinesi vengono in autobus da Deir Dibwan, Dammun, Jarir. Zeid, 17 anni, mezzaluna d’oro al collo, arriva da Ramallah in autostop: «Mi hanno dato un passaggio tre stranieri. Ma non dico di dov’erano: non potrebbero caricarmi, è vietato, e con gli israeliani non si mai». La folla lo nasconde. «Abbiamo battuto il record dello scorso anno» gorgeggia il sindaco David Khoury, fratello di Nadim, abito gessato blu e camicia aperta sul petto. Tra il mattino dell’8 e la sera del 9 settembre 2006, Taybeh ha contato settemila visitatori, tre volte il numero degli abitanti. Una combinazione così eterogenea che neppure per la Road Map, il tortuoso percorso di pace: stranieri, palestinesi, israeliani. E oggi sono ancora di più. Nella Cisgiordania ufficialmente astemia il richiamo dell’Oktoberfest è come quello del pifferaio magico dei fratelli Grimm. I ristoranti di Nablus, Tulkarem, Betlemme, servono Sprite o Coca Cola. A Ramallah, la New York palestinese, fanno eccezione tre o quattro coffee shop alla moda con la cantina fornita di Chardonnay del Golan e Martini dry. In generale però, solo le botteghe dei cristiani sono autorizzate a vendere vino, birra, liquori. I musulmani comprano senza dare nell’occhio e brindano tra le mura domestiche. Quella di Taybeh è una parentesi vera, perfino l’esercito israeliano chiude un occhio.«È la diplomazia della pinta», osserva Nadim Khoury, mentre la moglie Suer riempie caraffe di bionda e frigge falafel: «In teoria solo noi cristiani beviamo alcolici, ma siamo appena l’1,5 per centro della popolazione. Come si spiega che il 60 per cento della birra Taybeh viene consumata in Palestina? E che dire del 30 per cento venduto in Israele? I musulmani si astengono, gli israeliani non si spingono mai oltre i posti di blocco, eppure oggi eccoli tutti qui». A due passi da lui Zeid inventa l’alibi dell’«ubriacatura patriottica» che ammette «il brindisi con il nemico»; Haviv, ebbro, ripete i versi dei Dam in arabo. "
"La pace nel boccale del birraio Nadim
Nadim Canaan Khoury, 46 anni, laurea in Economia all'Università di Boston: nel 1995 ha fondato la casa di produzione della Taybeh Beer. Esporta 6000 ettolitri all'anno
La sua birra riunisce arabi e israeliani all'Oktoberfest palestinese
FRANCESCA PACI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMMETutti lo cercano per una pacca sulla spalla, una foto pinta a pinta, un brindisi: qualcuno ha visto Nadim Caan Khoury? Haviv, 25 anni, capelli a spazzola e casacca andina, butta giù d’un fiato mezzo litro di birra chiara e brinda all’uomo che la produce «God bless Nadim», che Dio benedica Nadim, Nadim Caan Khoury, mister Taybeh Beer. Haviv pensa in ebraico, la sua lingua, e parla in inglese: al check point ha mostrato il passaporto francese, il secondo, ereditato dalla madre. Avesse tirato fuori quello israeliano i militari gli avrebbero fatto parecchie storie: oggi ci si ubriaca, d’accordo, ma siamo pur sempre in Cisgiordania. Eppure, per una volta, perfino i duri dell’esercito chiudono un occhio, la terza edizione dell’Oktoberfest palestinese, l’unica in Medio Oriente, cancella per quarantott’ore muri, uniformi, posti di blocco. L’Oktoberfest con la kefia è un’invenzione di Nadim Canaan Khoury, 46 anni di cui oltre metà trascorsi all’estero, laureato in economia all’università di Boston e oggi proprietario della Taybeh Brewing, 6.000 ettolitri di birra l’anno esportati in America, Giappone, Germania, Israele. Nadim, come molti connazionali, è tornato a casa nel 1994, in seguito agli accordi di Oslo. Dieci mesi e molti viaggi in Baviera dopo, ha avviato l’attività fiore all’occhiello del paese, una brewery stile Monaco con la bandiera palestinese a mo’ di logo. L’Oktoberfest corona il suo sogno d’essere al tempo stesso imprenditore e palestinese: «L’anticipiamo a settembre per non sovrapporla al Ramadan, il mese sacro dell’islam, e alle festività ebraiche».Nadim parla forte per farsi udire, schiacciato com’è tra i capannelli di giovani chiassosi e la musica dei Dam, il popolare gruppo rap palestinese che dal palco mescola politica ed entertainment come a una vecchia festa dell’Unità. In sottofondo, le campane dell’antica chiesa di San Giorgio suonano l’Ave Maria. Taybeh, una ventina di chilometri da Ramallah, è l’ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, dove, racconta don Raed Abusahlia, gli abitanti sono talmente gelosi delle proprie radici che «non vendono la terra né ai musulmani né agli ebrei». L’identità da queste parti è materia pesante, significa religione, storia, cultura. Adesso, grazie a Nadim Khoury, è anche un brand, il glorioso nome della birra locale.Lungo la strada che si arrampica sulle colline bruciate dal sole non ci sono cartelli. In lontananza, la sagoma di un campanile indica che la direzione è giusta. Al check point due soldati israeliani giovanissimi e insolitamente rilassati strizzano l’occhio, «lehaim!», «salute!». Alle loro spalle campeggia un cartellone grande quanto una porta, «Drink palestinian. Taste the Revolution». L’ha disegnato Nadim: «La comunicazione è l’anima del commercio». La fila di auto parcheggiate comincia qui, tre chilometri di targhe gialle, israeliane. Quelle verdi sono molte meno: i palestinesi vengono in autobus da Deir Dibwan, Dammun, Jarir. Zeid, 17 anni, mezzaluna d’oro al collo, arriva da Ramallah in autostop: «Mi hanno dato un passaggio tre stranieri. Ma non dico di dov’erano: non potrebbero caricarmi, è vietato, e con gli israeliani non si mai». La folla lo nasconde. «Abbiamo battuto il record dello scorso anno» gorgeggia il sindaco David Khoury, fratello di Nadim, abito gessato blu e camicia aperta sul petto. Tra il mattino dell’8 e la sera del 9 settembre 2006, Taybeh ha contato settemila visitatori, tre volte il numero degli abitanti. Una combinazione così eterogenea che neppure per la Road Map, il tortuoso percorso di pace: stranieri, palestinesi, israeliani. E oggi sono ancora di più. Nella Cisgiordania ufficialmente astemia il richiamo dell’Oktoberfest è come quello del pifferaio magico dei fratelli Grimm. I ristoranti di Nablus, Tulkarem, Betlemme, servono Sprite o Coca Cola. A Ramallah, la New York palestinese, fanno eccezione tre o quattro coffee shop alla moda con la cantina fornita di Chardonnay del Golan e Martini dry. In generale però, solo le botteghe dei cristiani sono autorizzate a vendere vino, birra, liquori. I musulmani comprano senza dare nell’occhio e brindano tra le mura domestiche. Quella di Taybeh è una parentesi vera, perfino l’esercito israeliano chiude un occhio.«È la diplomazia della pinta», osserva Nadim Khoury, mentre la moglie Suer riempie caraffe di bionda e frigge falafel: «In teoria solo noi cristiani beviamo alcolici, ma siamo appena l’1,5 per centro della popolazione. Come si spiega che il 60 per cento della birra Taybeh viene consumata in Palestina? E che dire del 30 per cento venduto in Israele? I musulmani si astengono, gli israeliani non si spingono mai oltre i posti di blocco, eppure oggi eccoli tutti qui». A due passi da lui Zeid inventa l’alibi dell’«ubriacatura patriottica» che ammette «il brindisi con il nemico»; Haviv, ebbro, ripete i versi dei Dam in arabo. "
giovedì, settembre 06, 2007
Ostri-che bello!
E' già passata la settimana e domani si ripete l'aperitivo con ostriche e vino.
Siamo già aumentati nel club dei praticanti di questa dura disciplina (l'altro venerdì alla fine le bottiglie di vino bevuto son state parecchie).
Venite a trovarci a fantasilandia.
Sentirete un concerto di risucchi niente male.
Vive la France!
A proposito ecco qui una pagina in francese molto esauriente sul tema.
Siamo già aumentati nel club dei praticanti di questa dura disciplina (l'altro venerdì alla fine le bottiglie di vino bevuto son state parecchie).
Venite a trovarci a fantasilandia.
Sentirete un concerto di risucchi niente male.
Vive la France!
A proposito ecco qui una pagina in francese molto esauriente sul tema.
giovedì, agosto 30, 2007
Un tempo si diceva birra e salsiccia
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Now playing: Jacques Brel - Isabelle
via FoxyTunes

E invece oggi.......guardate qui.
Domani forse facciamo il primo incontro de "La maison des Huitres et des Ivrognes".
Confidiamo in baccus....
giovedì, agosto 23, 2007
Ritorno estatico
di quel grande pasto al self service che è la vita.
Oggi sul finir delle ferie avevo deciso di fare una capatina a Piozzo sulla strada del rientro, per vedere il luogo dove tutto il gran movimento dei microbirrifici è nato.
Mi riferisco alla ormai mitica brasserie "Le Baladin" a Piozzo (un paesino che guarda le langhe del Dolcetto e del Barolo) e al suo instancabile proprietario Teo Musso, che ha iniziato a prodursi da sè la birra che vendeva nel suo locale. E il prodotto era (ed è così buono) che oggi ha varcato non solo i confini del dehors del suo locale ma anche quelli dell'oceano e con grande successo.
Ebbene , arrivo nella piazza di Piozzo e con un coupe de cul mai visto, vedo proprio Musso che ciondola in evidente stato di relax totale poco fuori dall'ingresso della sua brasserie (chiusa).
Con l'emozione che riservo a chi in qualche modo ha fatto la storia mi sono allora presentato.
Teo mi ha riservato una grandissima cortesia e mi ha fatto visitare la sua nuova avventura (si chiama Casa Baladin) un posto dove convivono ospitalità (ho visto almeno due camere arredate in maniera particolarissima) buona cucina, benessere (un bagno turco prima dell'aperitivo?) e ovviamente la birra baladin (in qualità assolutamente mai viste in commercio: riserve speciali e ricette particolari) da abbinare nei menù proposti.
Sicuramente ci faremo un bel salto prima o poi...
giovedì, agosto 09, 2007
Ago-stop

L'estate sovraesposta è qui.
Con le sue luci poco frequentate,
che sembrano uscire da sogni di altri.
Con un finale stantio.
Giro nella città
alla ricerca di un'immagine
con l'anima
non ancora in ferie.
(R. Buchago - "Scripta volant treni manent" 2000)
----------------
Now playing: Keith Jarrett Trio - Autumn leaves
via FoxyTunes
mercoledì, luglio 18, 2007
Chiusi per Fare
La Pilz è morta.
La Stout è buona ma quella nella botte chi lo sa.
L'estate picchia.
Au revoir ou Au reboir?
La Stout è buona ma quella nella botte chi lo sa.
L'estate picchia.
Au revoir ou Au reboir?
giovedì, luglio 05, 2007
Peter Hust notte di degustazioni
Ricevute le coordinate da Peter, ve le segnalo con piacere.
Il sommelier FISAR Marcantognini Fabio (alias Peter Hust), in collaborazione con:
“ILBARDELLALE” c.so Umberto I Gambolo’; Propone :
IL PIACERE DELLA SCOPERTA,
Cena di cucina nostrana con vini selezionati.
Venerdi’13 luglio 2007 ore 20.30
Aperitivo : Brut Oltrepo’ Pavese “GIOIELLO DEL BARDO”
tenute Achilli - Santa Maria della Versa
Antipasto : Salame Pavese con grigliata semplice di Cipolle rosse di Breme in abbinamento con Oltrepo’ Pavese Rosato Az. Agr. Montelio – Codevilla
Portata unica : Lattonzolo aromatizzato allo spiedo e Ratatuille di verdure stagionali
Abbinamento con: Bianco di Pitigliano superiore “ILDEBRANDO” Cantina Cooperativa di Pitigliano GR e Barbera d’Alba Az. Agricola LA FUSINA – Dogliani CN
Conclusione: Pasticceria secca siciliana in abbinamento a Zibibbo“Porta Nord”Cantine Mothia (TP) Caffe’. Digestivo
Tutto compreso per € 25.
Posti disponibili 25, prenotazioni al 347-0182969 tutti i giorni dopo le 18
P.S: ovviamente c'è pure l'istrionico Peter (ma senza doppiaggio)
Il sommelier FISAR Marcantognini Fabio (alias Peter Hust), in collaborazione con:
“ILBARDELLALE” c.so Umberto I Gambolo’; Propone :
IL PIACERE DELLA SCOPERTA,
Cena di cucina nostrana con vini selezionati.
Venerdi’13 luglio 2007 ore 20.30
Aperitivo : Brut Oltrepo’ Pavese “GIOIELLO DEL BARDO”
tenute Achilli - Santa Maria della Versa
Antipasto : Salame Pavese con grigliata semplice di Cipolle rosse di Breme in abbinamento con Oltrepo’ Pavese Rosato Az. Agr. Montelio – Codevilla
Portata unica : Lattonzolo aromatizzato allo spiedo e Ratatuille di verdure stagionali
Abbinamento con: Bianco di Pitigliano superiore “ILDEBRANDO” Cantina Cooperativa di Pitigliano GR e Barbera d’Alba Az. Agricola LA FUSINA – Dogliani CN
Conclusione: Pasticceria secca siciliana in abbinamento a Zibibbo“Porta Nord”Cantine Mothia (TP) Caffe’. Digestivo
Tutto compreso per € 25.
Posti disponibili 25, prenotazioni al 347-0182969 tutti i giorni dopo le 18
P.S: ovviamente c'è pure l'istrionico Peter (ma senza doppiaggio)
lunedì, luglio 02, 2007
Notte Peter Hust
Il nostro istrionico attore ha organizzato una serata di degustazioni di vini.
Non appena il suo agente mi gira i dettagli li metto online.
Attendete fiduciosi!
Non appena il suo agente mi gira i dettagli li metto online.
Attendete fiduciosi!
mercoledì, giugno 27, 2007
martedì, giugno 26, 2007
Pensiero stupendo
La butto lì.
E se a Fantasilandia organizzassimo un evento dedicato ai vini biodinamici?
Ho trovato in rete qualche realizzazione, ma non mi hanno convinto molto.
Guardate e giudicate voi.
Clicca qui
E poi qui
E infine qui
Direi che c'è spazio per fare una bella cosa....
P.S. siamo quasi chiusi per ferie (resta da imbottigliare la Pilz e poi attendere il risveglio della Stout dalla botte)
E se a Fantasilandia organizzassimo un evento dedicato ai vini biodinamici?
Ho trovato in rete qualche realizzazione, ma non mi hanno convinto molto.
Guardate e giudicate voi.
Clicca qui
E poi qui
E infine qui
Direi che c'è spazio per fare una bella cosa....
P.S. siamo quasi chiusi per ferie (resta da imbottigliare la Pilz e poi attendere il risveglio della Stout dalla botte)
giovedì, giugno 07, 2007
mercoledì, giugno 06, 2007
Una bionda per tutti
Abbiamo dato il via alla produzione di una birra bionda stile pilsner.
Gli ingredienti sono frutto di una ricetta non proprio ortodossa sulla quale nutriamo qualche dubbio.
Il colore è buono così come il contributo amaro del luppolo.
Se i miei soci ne hanno voglia, a breve, dopo una lunga attesa nel fermentatore (4 settimane?), metteremo la vera stout a riposare in botte per tutta l'estate (se riusciremo a resistere alla tentazione).
Assaggiata a secco (senza priming e calda) si sente un retrogusto di liquirizia che ci è piaciuto tanto.
Vi premetto che noi non ne abbiamo aggiunta alcuna alla mistura, ma già che c'ero ho dato un'occhiata al tema. A quanto pare non sono un visionario olfattivo (per adesso), guardate qui, qui, e poi qui.
P.S. Peter Hust (il famoso attore che ha partecipato all'Oktober Fest di Maggio InVigna - vedi post precedente per il video ) potrebbe tornare a brevissimo.....
Gli ingredienti sono frutto di una ricetta non proprio ortodossa sulla quale nutriamo qualche dubbio.
Il colore è buono così come il contributo amaro del luppolo.
Se i miei soci ne hanno voglia, a breve, dopo una lunga attesa nel fermentatore (4 settimane?), metteremo la vera stout a riposare in botte per tutta l'estate (se riusciremo a resistere alla tentazione).
Assaggiata a secco (senza priming e calda) si sente un retrogusto di liquirizia che ci è piaciuto tanto.
Vi premetto che noi non ne abbiamo aggiunta alcuna alla mistura, ma già che c'ero ho dato un'occhiata al tema. A quanto pare non sono un visionario olfattivo (per adesso), guardate qui, qui, e poi qui.
P.S. Peter Hust (il famoso attore che ha partecipato all'Oktober Fest di Maggio InVigna - vedi post precedente per il video ) potrebbe tornare a brevissimo.....
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