Tutto quello che volevamo era non pensare al lunedì mattina ed alla crisi in medio oriente....
giovedì, novembre 15, 2012
mercoledì, novembre 14, 2012
Parigi
Parigi
La sera c'è tutto aperto
E un traffico tremendo
Si aggira tra pezzi di storia
Quel tipo con la tutina laggiù
Che aspetta il verde
Facendo passi sul posto
Per non perdere
Il ritmo e ripartire a fa jogging
Sarebbe stato perfetto
Per farsi tagliare la testa
Dall'uomo in bronzo
Perennemente fermo
Qui dietro
Come statua al centro
Della piazza.
La sera c'è tutto aperto
E un traffico tremendo
Si aggira tra pezzi di storia
Quel tipo con la tutina laggiù
Che aspetta il verde
Facendo passi sul posto
Per non perdere
Il ritmo e ripartire a fa jogging
Sarebbe stato perfetto
Per farsi tagliare la testa
Dall'uomo in bronzo
Perennemente fermo
Qui dietro
Come statua al centro
Della piazza.
giovedì, novembre 01, 2012
Il magnifico diapason rotto
Un magnifico diapason rotto
Questo solo vorrei essere.
Vedere tutto vibrare attorno
E immane lasciare essere
Per guardare così a fondo
Tutto questo vibrare,
Incessante vibrare
Dal vedergli formare
Anche questo desiderio
del magnifico diapason rotto
R. Buchago 2012
Questo solo vorrei essere.
Vedere tutto vibrare attorno
E immane lasciare essere
Per guardare così a fondo
Tutto questo vibrare,
Incessante vibrare
Dal vedergli formare
Anche questo desiderio
del magnifico diapason rotto
R. Buchago 2012
lunedì, ottobre 29, 2012
giovedì, ottobre 25, 2012
mercoledì, ottobre 24, 2012
Recensione dei METZ
Ne avevo proprio voglia di scriverla.
su http://blackmilkmag.com/
Metz rock
[di Mario Selaschetti]
Mi son preso proprio un bel calcio nel culo quando ho sentito attaccare “Headache”, il brano di apertura, dell’album di esordio dei Metzdal titolo omonimo – un gruppo canadese sotto contratto con la Sub Pop (ma questo non è significativo e ne parlo dopo).
Ecco ce l’ho fatta a scriverlo tutto così bello, sintetico e diretto. Non è stato facile perché quel calcio mi ha fatto frizzare lo scroto come fosse diventato di cristallo e mi ha costretto a dire e a scrivere: “e che cazzo era ora, bravi Metz!”, mentre le mie balle facevano din-don-dan. Eh sì era ora di risentire un po’ di sana adrenalinica tensione musicale, costruita con parti ritmiche davvero commoventi (nel senso di capaci di provocarti una impellente voglia di dimenarti e fare del sano headbanging, cervicali da vecchio giocatore di Playstation permettendo).
Bei pezzi davvero anche “Get Off”, “Wet Blanket” e “The Mule”, ma in generale funziona tutto l’album.
Bei pezzi davvero anche “Get Off”, “Wet Blanket” e “The Mule”, ma in generale funziona tutto l’album.
Mi han fatto tornare in mente tutto quel bel profumo di compilation Amphetamine Reptile (niente a che fare con roba da catalogo Sub Pop), con gruppi ruspanti e grezzi nell’arte di utilizzare un ampli valvolare. Penso a Helmet o Killdozer ad esempio.
Non manca un riferimento al Cardinale del suono, sua eminenza Steve Albini e alle sue diverse creature, soprattutto nei riff granitici e nelle diverse martellate ritmiche presenti nell’album.
Non manca un riferimento al Cardinale del suono, sua eminenza Steve Albini e alle sue diverse creature, soprattutto nei riff granitici e nelle diverse martellate ritmiche presenti nell’album.
La psichedelia è presente, tranquilli, con tutto il suo carico di feedback: non manca nemmeno il rumore delle molle del riverbero dell’ampli lasciate sbattere con forza. Energia a profusione e suono saturo dunque, ma sempre molto ben definito: forse il maggior contributo della modernità al sacro altare della psichedelia industriale. Un po’ come fare a pugni o una rivoluzione, mantenendo sempre una buona dose di classe. E questi dannati fucilieri canadesi mostrano di avere un bel sacco di quella caratteristica che in guerra si sarebbe definita “grace under fire”. E per questo ci prendono un po’ tutti a calci nel culo.
Ma non vorrei per questa frase essere considerato un po’ troppo choosy…
Ma non vorrei per questa frase essere considerato un po’ troppo choosy…
su http://blackmilkmag.com/
martedì, ottobre 23, 2012
Prova di forza
Se hai il coraggio
Di fissare negli occhi
I tuoi desideri
Potrai scoprire che la lama
Puntata dritta al cuore
È fatta di paura di mente.
La stessa materia
Con cui impasti il tuo mondo
Incessantemente
La stessa paura che tu sia
Niente.
R. Buchago 2012
Di fissare negli occhi
I tuoi desideri
Potrai scoprire che la lama
Puntata dritta al cuore
È fatta di paura di mente.
La stessa materia
Con cui impasti il tuo mondo
Incessantemente
La stessa paura che tu sia
Niente.
R. Buchago 2012
domenica, ottobre 21, 2012
giovedì, ottobre 18, 2012
mercoledì, ottobre 17, 2012
In limine.
Qualunque cosa sia/è quel limio/che sale/e che ci prende/ sul chiudere del giorno/è il punto esatto/sospeso/e che ci sfugge/tra la fine della luce/e l'inizio dell'oscurità.
R. Buchago
R. Buchago
lunedì, ottobre 15, 2012
venerdì, ottobre 12, 2012
Esterno notte/ interno non so.
Aprire la finestra/una notte di autunno/restare sorpreso/di quella nuova aria già fresca/la perdita di intimità/ con la tua solita vita/è un attimo di assurda novità/ una spinta da dentro/che si chiude/rientrando a letto.
R. Buchago. 2012
R. Buchago. 2012
In limine
L'essenza ultima
È scritta col silenzio
Sui riflessi
Dentro di te.
R. Buchago 2012
È scritta col silenzio
Sui riflessi
Dentro di te.
R. Buchago 2012
giovedì, ottobre 11, 2012
Banana Republic
Un Paese in cui la classe politica può rubare sui bambini, sui ciechi, sui terremotati, sull'Expo, sulla Sanità e restare impunita, è un paese di complici non di vittime.
mercoledì, ottobre 10, 2012
venerdì, ottobre 05, 2012
giovedì, ottobre 04, 2012
Lapalisse?
Ogni desiderio appagato
È insoddisfacente.
Ma ogni secondo
Ne trovi un altro nuovo
Da desiderare.
R. Buchago 2012
È insoddisfacente.
Ma ogni secondo
Ne trovi un altro nuovo
Da desiderare.
R. Buchago 2012
mercoledì, settembre 26, 2012
lunedì, settembre 24, 2012
Fifteen and life you got it.
La musica ti fa tornare ricordi che parevano andati via per sempre, un po' come il profumo o l'odore. Lo senti e in un attimo sei lì.
Stasera vagando a caso nella sterminata libreria di mp3 ho ritrovato questo pezzo:
In un attimo sono su una 127 bianca scassata e guidata da un mio carissimo amico, che poi anni dopo tentò un paio di volte il suicidio e che non vedo da 20 anni semplicemente perché non so proprio dove sia ora (sarai ancora qui intorno Paolo?).
La tua storia meriterebbe una vita o viceversa...
Lanciati sull'Aurelia da Ceparana a Villanova d'Albenga, senza niente di particolare con cui divertirsi se non le nostre età ancora prive di grandi pensieri o grandi prove da superare. Musica a volume altissimo fuori da un mangiacassette (lo stereo non era di serie).
Incoscienti, veloci e con io che tenevo lo specchietto in mano perché si era scassato e quello esterno era già andato da tempo. Circa un anno più tardi anche fortunati, perché una sera in una curva rischiammo di finire dopo un volo di 20 metri sopra il tetto di una casa e invece "per fortuna" la macchina si accartoccio contro un albero e, a parte la mia commozione cerebrale e un naso non più dritto, nessuno morì.
Ma noi allora eravamo più grandi di tutto e di tutti, perché quando la morte è cosa remota e la vita è ancora larga e non ti stringe con le sue ombre mentali si può anche cantare che si è un fuoco che sale in alto, così in alto da voler bruciare il sole e fregarsene di tutto.
Che bel pirla...
In un attimo sono su una 127 bianca scassata e guidata da un mio carissimo amico, che poi anni dopo tentò un paio di volte il suicidio e che non vedo da 20 anni semplicemente perché non so proprio dove sia ora (sarai ancora qui intorno Paolo?).
La tua storia meriterebbe una vita o viceversa...
Lanciati sull'Aurelia da Ceparana a Villanova d'Albenga, senza niente di particolare con cui divertirsi se non le nostre età ancora prive di grandi pensieri o grandi prove da superare. Musica a volume altissimo fuori da un mangiacassette (lo stereo non era di serie).
Incoscienti, veloci e con io che tenevo lo specchietto in mano perché si era scassato e quello esterno era già andato da tempo. Circa un anno più tardi anche fortunati, perché una sera in una curva rischiammo di finire dopo un volo di 20 metri sopra il tetto di una casa e invece "per fortuna" la macchina si accartoccio contro un albero e, a parte la mia commozione cerebrale e un naso non più dritto, nessuno morì.
Ma noi allora eravamo più grandi di tutto e di tutti, perché quando la morte è cosa remota e la vita è ancora larga e non ti stringe con le sue ombre mentali si può anche cantare che si è un fuoco che sale in alto, così in alto da voler bruciare il sole e fregarsene di tutto.
Che bel pirla...
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