mercoledì, novembre 05, 2008

Tracce di Buchago

> Leggo dalla stampa specializzata che sta per uscire anche in Italia
> l'ultima opera di Rodrigo Buchago. Oltre a dire che finalmente si
> colma un colpevole ritardo (ma del resto siamo il paese che impiega
> 50 anni a finire gli Ospedali), pubblico questo stralcio dedicato al
> grande poeta uruguaiano.
> Ringrazio Mimmo Sperchele per la traduzione e la segnalazione.
> Tratto da "Yo no soy lo que soy" di Jorge Parnadel, El Pais de La
> Plata, 12.8.1996
> "La sua poetica?" Mi chiede. E la mia risposta e' venga ché gliela
> mostro. Avverto interesse nella suo modo di rispondere "volentieri".
> Poi però resta folgorato da quel che vede. La mia poetica nuova
> fiammante fa sempre la sua porca figura. "Posso provarla?" Mi
> chiede. Certo, ma cerchi di essere delicato ché e nuova, gli grido.
> Vedo subito che qualcosa non va bene perché nel suo sguardo vedo
> prendere forma un' espressione sghemba come di uno a cui hanno
> infilato qualcosa di molto gelido nel .... (termine volgare, NdA) e
> poi piano piano iniziano a scaldarlo e a gonfiarlo. L'ho visto
> accelerare e poi iniziare a sudare freddo. La mia poetica lo stava
> mettendo a dura prova. Poi di colpo accade quella cosa ché non
> riesco a descrivere e tutto cambiò di botto in lui. Non e' facile
> descrivere certe cose del restò. E poi a dire il Vero non vedo più
> nessun lui, lì. Rimetto quella cosa piena di ombre nella scatola
> viola e Richiudo la porta. Poi ho iniziato a dimenticarmi di tutto.
>

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